Monday, March 10, 2008

How To Sew In Front Bangs

Get rid of the scarves, the latest injustice cage. ACES



BADIA AL PINO - Chiunque passasse di lì, si fermava un attimo, osservava, si chiudeva in riflessione, dedicava un attimo della propria frenetica vita alla memoria di Gabriele Sandri. Quell’anonimo segnale autostradale era diventato una sorta di tempio profano; quel segnale era, per dirla alla Yeats, una bellezza terribile, perché, nato dalla tragedia della morte del dj laziale, aveva per una volta sottolineato il lato buono del tifo calcistico. Tutte le tifoserie, but also common sports enthusiasts, people unaware of what a ball: all, in a word, had united in memory of the poor boy killed on his way to watch the game. The boys of the Chiana Valley, like the writer, had devoted to that temple dedicated to football and to the memory of the slain boy, had seen him grow day by day, week by week. Before any scarf, then a lot of scarves, which covered the whole signal, but also flags, banners, stickers, written in pencil, even with the butt of those subscriptions, after the morning of 11 November, had decided to close. And football fans had moved more than others, not only perché coscienti che al posto dello sfortunato dj potevano esserci loro, ma anche perché conoscevano l’umore di chi si prepara a vedere una partita dei suoi beniamini, un sentimento di gioia e di attesa che tutto merita fuorché l’essere stroncato in quel modo. Oggi quel segnale è tornato ad essere anonimo. E’ tornata, quella scritta, “Firenze”, che sa d’amaro come poco altro. Via le sciarpe dall'autogrill maledetto di Badia al Pino,via le bandiere, via tutto. Riverniciato (in malo modo, peraltro), anche il cordolo in cemento, si sono volute togliere anche le scritte che onoravano la memoria di Gabbo; hanno coperto di vernice gli adesivi delle tifoserie non lasciandone alcuna traccia. Il tempo della memoria è finito, a quanto pare. Forse il nostro Paese vuole che si dimentichi presto una pagina nera della storia calcistica (e non solo) italiana. Forse non c’è spazio nemmeno per una lacrima, per un sentito e commosso momento di riflessione. Forse a qualcuno ha fatto male vedere tutta questa partecipazione, l’unirsi univoco di chi di solito è diviso da rivalità. Vorremmo sapere perché. Vorremmo sapere se c’era davvero bisogno dell’ultima ingiustizia nei confronti di un ragazzo, partito per andare a vedere una partita e mai più tornato a casa. Un ragazzo che ha visto svanire la sua vita, la sua felicità, la sua fede in un anonimo parcheggio di un autogrill aretino. La passione della gente aveva fatto sì that, at least, that place was no longer anonymous. Now he is back to be. Forgive us for yet another injustice, Cage and ... hopefully it will be the last.

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